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Legge regionale sui luoghi di culto, Maroni batte Renzi 6 a 2. Avanti sulla buona strada

Roberto Maroni Una vittoria netta e tranciante su un tema che infiamma ed è sentito molto anche a livello desiano: " Maroni batte Renzi 6 a 2 ". E' stato lo stesso presidente della regione Lombardia ad usare questa metafora tennistica, per spiegare i motivi che rendono valida la legge regionale sui luoghi di culto che il governo centrale guidato da Matteo Renzi ha cercato di far decadere. " La Regione Lombardia - ha spiegato - rispetto alla Presidenza del Consiglio vede respinte 6 delle 8 richieste di incostituzionalità fatte dal Presidente del Consiglio, per manifesta inammissibilità e infondatezza ". Solo due, ha proseguito, " quelle accolte, per altro su aspetti marginali della norma ". Ossia, l'istituzione di una consulta regionale per aiutare i sindaci sugli aspetti urbanistici della materia " che pare non si possa fare " e l'obbligo di video sorveglianza con costi a carico di chi realizza i luoghi di culto. La consul...

La prevenzione deve partire a livello scolastico. In Lombardia educazione alla legalità

Via libera dalla Commissione regionale Antimafia alla risoluzione che prevede l’introduzione nelle scuole secondarie di corsi sull’educazione antimafiosa tra gli obiettivi specifici di apprendimento. L’obiettivo è partire dalle scuole medie e da quelle superiori a educare i nostri ragazzi alla legalità approfondendo la conoscenza del fenomeno mafioso e della criminalità organizzata. La prevenzione a scuola deve iniziare da quella dell’obbligo. Il Consiglio regionale della Lombardia lo scorso giugno aveva già promosso una legge atta a promuovere, tra l’altro, iniziative volte a diffondere la cultura della legalità e della convivenza civile, con particolare attenzione ai fenomeni della criminalità organizzata, anche attraverso intese o convenzioni, sia con l'ufficio scolastico regionale sia con le università lombarde. La risoluzione approvata in Commissione va proprio in questa direzione, andando a colmare quel vuoto che, allo stato attuale, vede gli istituti di scuola secondari...

La Lombardia incassa dallo stato meno soldi di tutti. AUTONOMIA!

La Lombardia è la regione che costa meno allo Stato: 2.265 euro pro capite contro gli 8.954 della Provincia autonoma di Bolzano, i 7.636 della Provincia autonoma di Trento e i 7.475 della Valle D’Aosta. È quanto emerge dai dati riferiti al 2014 presenti nello studio annuale della Ragioneria Generale dello Stato, curato dall’Ispettorato Generale del Bilancio (I.G.B.). I dati elaborati riguardano i pagamenti complessivi erogati dallo Stato a qualsiasi titolo per spese correnti e spese in conto capitale, distinti per regione di destinazione. Si tratta di voci quali stipendi, acquisti di beni e servizi, trasferimenti ad amministrazioni ed enti pubblici, a imprese e famiglie, interessi, investimenti diretti e contributi agli investimenti. Rimangono escluse le spese per rimborsi di prestiti. Il costo pro capite della Lombardia è inferiore anche alla media nazionale che si attesta a 3.600 euro. Le realtà che attraggono più denaro dall’Amministrazione centrale sono le regioni a St...

E' ora di reagire. Ripuliamo le nostre città

"Credete che si fermeranno? Ve lo dico io: non lo faranno, perché è da mille e seicento anni che vogliono conquistarci. E qui ancora si dorme con le patetiche idiozie buoniste". [ Oriana Fallaci ] Questa frase è di Oriana Fallaci. Non servono altri commenti, il significato è abbastanza chiaro soprattutto alla luce di quello che sta succedendo. L'Europa si sta trasformando in un camposanto, i cui cui custodi sono i terroristi islamici. Aspettiamoci altre ore di sdegno ipocrita e lacrime di coccodrillo, per poi far rientrare tutto nella normalità. La normalità di chi vuole distruggere l'Occidente che, con i pregi e difetti, rappresenta comunque il nostro modello e la nostra casa . La normalità della convivenza con la paura che da un momento all'altro possa succedere qualcosa di brutto. La normalità che non conosciamo e che non ci piace. La normalità del terrore e del terrorismo. La normalità di chi, cieco o accecato, non vuol vedere che la strada del buo...

Referendum sulle trivelle in mare: la Lega Nord vota SI'

In considerazione dell’avvicinarsi della data del 17 aprile, iniziamo un’analisi delle posizioni relativamente al quesito referendario sulle trivellazioni. Sì, parliamo di referendum. In pochi lo sanno, ma in quella data si svolgerà una consultazione referendaria sul tema delle trivellazioni in mare per l'estrazione di gas e petrolio. Il  Comitato promotore del referendum è composto da 9 regioni: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. Il consiglio della Lega Nord è quello di recarsi alle urne e votare SI. Nelle prossime settimane avremo modo di analizzare la tematica con approfondimenti ed interviste. Dati tecnici sul referendum: Referendum abrogativo, ovvero uno dei pochi strumenti di democrazia diretta che la Costituzione offre ai cittadini per chiedere la cancellazione, in tutto o in parte, di una legge dello Stato. Si vota nella sola giornata di domenica 17 aprile. Si vota in tutta Italia e possono votare tutti i c...